Sette milioni di 35enni vivono ancora a casa con i genitori. Ma le cose cambieranno, dopo l'esame di maturità.
— giggi (@giggidelirio) 10 Febbraio 2014
Poco più di un anno fa, a fine estate 2012, sembrava affermarsi sempre di più un nuovo termine inglese. Ricordate le questioni sull'utilizzo di "choosy", nel significato di 'difficile da accontentare, schizzinoso', sfruttato dai media per fotografare i giovanissimi e i giovani italiani?
Insomma, dopo il tempo dei "bamboccioni", rilanciato dal compianto Tommaso Padoa Schioppa, e passando poi attraverso i tempi della crisi scoppiata nel 2008, senza però dimenticare la cultura vintage legata "tempo delle mele" ("La boum" francese, ovvero l'adolescenza che si scatena), ecco un rinnovarsi di terminologie (ma anche di dati, ahinoi...) atte a sottolineare un'apparente inadeguatezza delle nuove generazioni.
E se fossero invece gli adulti sempre meno abili a trovare la chiave giusta per interpretare il presente e perciò sempre più incapaci di essere punto di riferimento e guida per i più giovani?
"Con il tempo e con la paglia maturano le nespole" recita un celebre adagio, derivante dall'uso contadino di far maturare a lungo tali frutti (che non possono essere mangiati appena raccolti) in contenitori ricoperti di paglia.
Occorre aver pazienza con i giovani e prima o poi la soluzione arriverà. Meditiamo, "grandi", meditiamo.
La perdita di cervelli batte di gran lunga la fuga di cervelli: http://t.co/F0PFQduh5z via @www.treccani.it a cura di @BatiniFederico
— Luca Guerreschi (@LucaGGi) 11 Gennaio 2014
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