Leggendo questo testo ho dovuto ricredermi e ripensare a molte mie convinzioni, convinzioni che purtroppo si fanno sempre più pessimistiche sulla possibilità dello scambio civile tra civiltà (scusate il bisticcio... ma rende).
Il paesaggio è lo specchio dell'anima, ma non sempre l'anima mostra il lato migliore. Proverò a infilare in questo blog le cose migliori e più interessanti che mi sono capitate.
Santa Maria in Valena (Valpolicella, VR)
sabato 2 settembre 2017
#letture TERRA DI NESSUNO
L'America e non l'Australia è, nel sentire comune, il continente che più di tutti è stato segnato dalla conquista e dall'annichilimento delle civiltà autoctone.
Leggendo questo testo ho dovuto ricredermi e ripensare a molte mie convinzioni, convinzioni che purtroppo si fanno sempre più pessimistiche sulla possibilità dello scambio civile tra civiltà (scusate il bisticcio... ma rende).
Leggendo questo testo ho dovuto ricredermi e ripensare a molte mie convinzioni, convinzioni che purtroppo si fanno sempre più pessimistiche sulla possibilità dello scambio civile tra civiltà (scusate il bisticcio... ma rende).
lunedì 28 agosto 2017
#Letture IL SOGNO E IL SILENZIO
Ma allontana ogni pena,
forse l'amore ti riscalderà.
Questi splendidi versi chiudono uno straordinario volumetto poetico che ho avuto la fortuna di intercettare.
La poesia, frutto evidentemente dell'animo artistico dell'autore che è stato anche un appassionato di pittura (e nelle liriche ciò traspare), scorre leggera ed elegante ed è stato veramente piacevole trarne giovamento ed ispirazione.
forse l'amore ti riscalderà.
Questi splendidi versi chiudono uno straordinario volumetto poetico che ho avuto la fortuna di intercettare.
La poesia, frutto evidentemente dell'animo artistico dell'autore che è stato anche un appassionato di pittura (e nelle liriche ciò traspare), scorre leggera ed elegante ed è stato veramente piacevole trarne giovamento ed ispirazione.
Forse l'amore
Ecco l’autunno, stagione amica,
i giorni sono più brevi,
le sere velate dalla bruma.
E tu, cuore, preparati all’inverno:
le lunghe notti insonni quando l’alba
pare non giunga mai,
il buio accovacciato contro i vetri,
il silenzio della neve.
Ma allontana ogni pena,
forse l’amore ti riscalderà.
Inverno a Recoaro
ieri è nevicato sulla valle.
Dai declivi deserti
più non giungono grida di ragazzi
e l'Agno avaro d'acqua
riposa nel suo greto.
Tra gli addobbi consunti del salotto
muovi le dita ad un confuso accordo
sulla tastiera, oltre i vetri appannati
guardi il bianco veliero della luna
che approda sullo Spitz. Come lontano
ti appare quel passato di fanciulla,
quasi non tuo, vissuto da altra vita!
Poi a nuovi pensieri resti assorta
nel silenzio, ti scrolli all'improvviso
e allontani ogni ombra, ti concedi
al travaglio di vivere ogni istante.
Non più turbata, ti ritrovi donna.
San Bonifacio
Se nei mattini tuoi primaverili
odo levarsi un canto nelle strade
e riecheggiare a lungo nei cortili
tra le tue vecchie case, dove cade
obliquo il sole, se dai tuoi filari
di gelsi ed olmi sale l’umidore
della guazza notturna e dai pomari
arriva il vento con l’acuto odore
di timo e di mentuccia, d’erbe buone,
si ridesta in me il bimbo che io fui,
che correva le prode dell’Alpone
a raccoglier “bruscandoli”. Di Lui
tutto è rimasto qui: con il roseto,
la vecchia casa delle Quattro Strade,
il portico, la pergola, il segreto
rifugio tra le canne, le contrade
dove un tonfo di bocce sull’assito
delle osterie è suono familiare.
Da ciò che s’è perduto nasce il mito,
la vita è solo un lungo ricordare.
IL balcone sul roseto
a mia madre
Tornerà dai paesi dell’oblio
un volto corroso dal tempo,
una voce soave
parlerà di cose perdute.
Nel cuore desolato
fioriranno ancora per noi
la pergola di glicine, il roseto
della remota infanzia.
L’aroma appassito delle giunchiglie
a poco a poco lo riscopriremo
e sarà spada che ferisce
memoria che scava,
sarà l’amico morto
che smarrimmo per sempre
ad un crocicchio.
A Salvatore Quasimodo
Laggiù lungo i tuoi fiumi sulle rive
l'airone e la gru muovono il volo,
la biscia d'acqua freme tra le canne
di palude: ma ti costringe altrove
questa vita di scherno, amara sorte.
Nelle nebbiose pianure del Nord
si consuma il tuo tempo, assiduamente
rimpiangi la tua infanzia e l'aspra isola
della tua razza, in te riscopri i miti
della tua terra favolosa. Forse
nella memoria celi la mestizia,
riodi ancora l'eco dello Jonio
che estenua il suo furore sulle spiagge.
E quella voce antica e ormai lontana
ti fa più dolce il peso dell'esilio.
Commiato
Quando sui miei occhi calerà
il buio di una sera senza fine
e dietro di me si chiuderanno
i neri cancelli della morte
la luce serena del tuo sguardo
scenda ancora sul mio volto
e nel mio cuore per un attimo
fiorirà la dolcezza che nasceva
per me ogni notte dal tuo casto seno.
lunedì 17 luglio 2017
#letture IL VIOZ
Ci sono piccoli testi, che si possono trovare in piccole biblioteche, che raccontano piccole storie passate.
E' giusto il caso di questo volumetto del padre camilliano Francesco Zambotti, pubblicato dalle Edizioni Dehoniane di Napoli a inizio anni Ottanta.
Il celeberrimo Monte Vioz, nel Parco Nazionale dello Stelvio, diventa metafora delle difficili scalate che la vita ci riserva. Oltretutto, come per moltissimi escursionisti amanti della montagna, al Monte Vioz sono legati i personalissimi ricordi dei miei genitori.
L’alta quota (m. 3644) è il vero ostacolo nello scalare questa cima, che offre comunque molti versanti impervi e innevati, ma regala sempre grandi soddisfazioni a chi giunge alla meta, anche solo dalla via più facile.
Le persone allenate (anche alle alte quote) non accusano inconvenienti particolari salvo una maggiore fatica; molti, però, nella vita cedono e precipitano: nelle storie e nelle lettere biografiche che coronano il libro emergono da un lato tanta sofferenza e dall'altro quella speranza di riscatto e di redenzione, attitudine positiva che ormai oggi sembra essere persa.
Forse perché a quell'epoca si era tutti un po' più ingenui (ma non credo poi così molto) o forse perché gli anni Ottanta e Novanta ci hanno poi fatto dimenticare il senso del limite, senso che, invece, quando si frequenta la montagna, non è mai il caso di perdere.
venerdì 14 luglio 2017
#letture IL SORCIO
Un gradito regalo (di compleanno) è anche una piccola chicca, ovvero uno scoppiettante racconto di Simenon (un Maigret senza Maigret cit.) ambientato nella Parigi fine anni' 30.
Consigliatissimo a chi ama Parigi, consigliato a chi ama leggere una storia breve senza mai momenti di stanca, Il signor Sorcio è l'occhio indiscreto e divertito che Simenon getta sulla vicenda di un azzeccatissimo personaggio, un senza fissa dimora di origini alsaziane, che nonostante si trovi nel bel mezzo di un intrigo internazionale più grande di lui, si ostina a volerne pilotare la soluzione.
Perfetto per farci un film!
giovedì 13 luglio 2017
#letture LA MANOMISSIONE DELLE PAROLE
A partire dall'analisi di una parola si può spaziare e dialogare in modo proficuo.
Se poi c'è anche una spinta etica che ci anima, la conversazione si fa ancora più penetrante.
Con questo agile volumetto Gianrico Carofiglio ci accompagna laddove la sua sensibilità di lettore e cittadino lo ha portato in questi ultimi anni. Se volete fare un tratto di strada insieme a lui, non rimarrete delusi...
lunedì 10 luglio 2017
#cinema COSA HANNO DETTO IN QUEL FILM
Posto che ci sono due libri che hanno un titolo analogo a quello di questo post, libri che Vi consiglio di leggere...
... volevo piuttosto focalizzarmi su quanto noi spettatori siamo capaci di memorizzare esattamente una battuta celebre.
Io, del resto, avevo provato già da anni a imparare a memoria il celebre monologo fantozziano, per sedermi ancor più consapevolmente sul divano nei momenti di relax...
Il cinema ci regala tante battute celebri, che rimangono immortali nella memoria di noi spettatori. Noi, a nostre volta, le rendiamo proverbiali a tal punto da modificarne in parte la struttura.
Poco male, anche perché ce ne sono così tante di battute celebri!
... volevo piuttosto focalizzarmi su quanto noi spettatori siamo capaci di memorizzare esattamente una battuta celebre.
Scoprirete, cari lettori, che forse solo una o due battute su dieci le impariamo alla lettera.Frasi dei film che citiamo male https://t.co/IQ0Dh4pL27 via @ilpost— Luca Guerreschi (@LucaGGi) 7 luglio 2017
Io, del resto, avevo provato già da anni a imparare a memoria il celebre monologo fantozziano, per sedermi ancor più consapevolmente sul divano nei momenti di relax...
Il cinema ci regala tante battute celebri, che rimangono immortali nella memoria di noi spettatori. Noi, a nostre volta, le rendiamo proverbiali a tal punto da modificarne in parte la struttura.
Poco male, anche perché ce ne sono così tante di battute celebri!
domenica 9 luglio 2017
#letture BESTIE DA VITTORIA
Era da un po' che un libro biografico non riusciva ad appassionarmi così tanto.
Mi spiego meglio.
Le biografie sono per me tutte interessanti: sanno di vero a prescindere, hanno la capacità di scatenare in me la sensazione di aver conosciuto i segreti di qualcuno che nemmeno conosco di persona, quasi avendo carpito all'autore delle sfaccettature che vanno aldilà di quello che l'autore stesso ha inteso lasciare sulla pagina.
In questo caso la storia di Danilo Di Luca mi ha conquistato perché mi sembra scritta con la stessa irruenza e spacconeria (quasi una malcelata ingenuità mista ad egotismo, che è un gradino meglio dell'egoismo), con la quale il ciclista di Spoltore (il suo essere abruzzese è fondamentale e intrigante) correva. Il tono diretto della narrazione, filtrato dalla ghostwriter Alessandra Carati, non delude.
Il libro perciò Ve lo consiglio, cari lettori o curiosi del blog, se volete farvi un'idea della ormai ben nota normalità del doping nello sport, insomma se volete capire quanto lo sport ormai non sia da molti anni più tale a vari livelli, anche tra i dilettanti.
Mi spiego meglio.
Le biografie sono per me tutte interessanti: sanno di vero a prescindere, hanno la capacità di scatenare in me la sensazione di aver conosciuto i segreti di qualcuno che nemmeno conosco di persona, quasi avendo carpito all'autore delle sfaccettature che vanno aldilà di quello che l'autore stesso ha inteso lasciare sulla pagina.
In questo caso la storia di Danilo Di Luca mi ha conquistato perché mi sembra scritta con la stessa irruenza e spacconeria (quasi una malcelata ingenuità mista ad egotismo, che è un gradino meglio dell'egoismo), con la quale il ciclista di Spoltore (il suo essere abruzzese è fondamentale e intrigante) correva. Il tono diretto della narrazione, filtrato dalla ghostwriter Alessandra Carati, non delude.
Il libro perciò Ve lo consiglio, cari lettori o curiosi del blog, se volete farvi un'idea della ormai ben nota normalità del doping nello sport, insomma se volete capire quanto lo sport ormai non sia da molti anni più tale a vari livelli, anche tra i dilettanti.
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